La violoncellista Eliana Miraglia e il Maestro Yaron Cherniak: la musica che unisce le sponde del Mediterraneo
L’Eco del Mediterraneo al Parco Sotto il Monastero: la violoncellista Eliana Miraglia e il Maestro Yaron Cherniak per “Musica in Natura” al XXXII Festival della Musica Teatro delle Naiadi
C’è un momento, nell’esperienza artistica contemporanea, in cui il recupero dell’antico cessa di essere pura operazione filologica e diventa necessità civile. È quanto si è manifestato lo scorso 21 giugno a Caltanissetta, nella cornice del Teatro delle Naiadi, in occasione dell’evento “Musica in Natura”, inserito nel programma del XXXII Festival della Musica.
L’iniziativa è nata sotto la direzione artistica della violoncellista nissena Eliana Miraglia e del direttore del Parco dott. Giuseppe Virzi. La Miraglia, già affermata violoncellista di caratura intensiva ha proposto una riflessione profonda sul ruolo della Sicilia come baricentro storico e culturale del Mediterraneo, inteso non come confine, ma come spazio di transito e contaminazione.
Il dialogo: dal violoncello alla tar persiana
Il cuore del progetto risiede nel dialogo strumentale tra il violoncello della Miraglia e gli strumenti del Maestro Yaron Cherniak, ospite internazionale del progetto, polistrumentista e ricercatore all’UCLA. Il contrappunto generato dall’incontro tra la tradizione colta occidentale e le sonorità della lira cretese e della tar persiana di Cherniak hanno tracciato una mappa sonora che unisce idealmente la Persia, l’Ellade e la Sicilia e il Medio Oriente.
Questo sincretismo non è nuovo alla storia dell’isola: il concerto ha non a caso omaggiato la figura di Giovanni da Oppido, italo-normanno che nel XII secolo si fece interprete di quella sintesi tra cultura bizantina, latina e araba che definì l’identità del Mezzogiorno medievale. La stessa collaborazione tra Miraglia e Cherniak (già nota per la colonna sonora del docufilm The First Christmas) si muove in questa direzione, formalizzando un linguaggio universale che supera le asimmetrie geopolitiche contemporanee.
Lo spazio, la pietra, la parola
Il valore dell’evento si è compiuto nella scelta della sede: il Parco Sotto il Monastero, di Giuseppe Virzì. Il Teatro delle Naiadi, integrato tra la pietra calcarea e la vegetazione autoctona, ha smesso i panni di semplice scenografia per farsi co-protagonista dell’azione culturale. In questo contesto di armonia ambientale, la musica ha trovato un’estensione naturale, amplificata dalla sacralità del luogo e ha dato luogo a “Musica in Natura”.
A consolidare la densità intellettuale della serata è stato l’innesto drammaturgico affidato a Gloria La Bua, che ha interpretato un passo dell’Antigone e i suoi fratelli nella riscrittura di Gabriele Vacis. Il mito di Antigone, archetipo della pietà e del diritto naturale contro la durezza della legge statale e della guerra, ha ricondotto l’evento alla sua dimensione più autenticamente politica e umanista: la ricerca della pace e il dovere della memoria. La Sicilia, ancora un volta, si dimostra crocevia di eccellenze artistiche e di lodevoli iniziative.
Enza Spagnolo
Poetessa e Critico Letterario








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