Noureddine Lafrindi premiato per la Poesia Inedita al Premio “Città del Galateo” | A cura di Enza Spagnolo Poeta e Critico Letterario
Parola e amore
Il parlare non nasce come esercizio astratto della voce, ma come risposta a un bisogno concreto dell’esistenza; e qui il poeta sembra affermare che la parola raggiunge la sua verità più alta soltanto quando si fa intima dell’amore, necessaria come il pane, essenziale come la vita.
La poesia come nutrimento
Lungi dall’assumere la funzione di un semplice ornamento, la parola poetica si configura, sin dall’incipit, come un bisogno primario, una presenza vitale che nutre e struttura interiormente il soggetto lirico. L’immagine dell’henné sulle mani, inizialmente percepibile come segno decorativo, viene subito trasfigurata in una dimensione più profonda, spirituale e affettiva. Le mani segnate dall’henné disegnano la geografia dell’esistenza dell’autore, mentre la poesia si fa strumento attraverso cui egli tenta di risalire all’origine di una verità profonda, ontologica, dell’amore. Le mani segnate «di orme e di cardellino sul campo di grano» evocano così una realtà concreta di lavoro, pazienza e dedizione, che il poeta associa implicitamente alla figura materna. Ne deriva una visione in cui il gesto quotidiano del nutrimento e della cura si specchia nella funzione stessa della poesia, intesa non come artificio estetico, ma come sostanza della vita e alimento dell’anima. La densità dell’immagine nasce dall’intreccio di metafora e simbolizzazione, che consente al dato concreto di aprirsi a una risonanza ulteriore.
Reticenza e metapoesia
Da questa relazione tra superficie e profondità scaturisce una lirica fondata sulla reticenza e sulla tensione tra incapacità dichiarata e ricchezza evocativa. L’incipit, costruito sulla negazione dell’atto poetico, non esprime un fallimento, bensì istituisce una riflessione metapoetica sul senso stesso del dire. La parola si misura allora con il limite, si fa essenziale, frammentaria, sobria, rinunciando a ogni compiutezza retorica per cercare una verità più autentica e interiormente necessaria. Anche sul piano formale, la scelta di procedere per sottrazione richiama figure di omissione e sospensione, che affidano molto al non detto e al silenzio.
L’immagine del cardellino
Particolarmente efficace è il paragone tra l’henné e l’impronta di un cardellino nel campo di grano: un’immagine lieve, fragile, quasi evanescente, che tuttavia acquista una forte potenza simbolica grazie alla sua precisione visiva. La poesia trova qui il proprio centro non nell’enfasi, ma nella capacità di trasfigurare il dettaglio concreto in figura memorabile, restituendo alla percezione un valore insieme affettivo e conoscitivo.
Pane, vita, poesia
Nella seconda parte, il riferimento all’amore si intreccia con una concezione essenziale del bisogno umano. L’elenco conclusivo — pane, vita, poesia — non ha il valore di una semplice enumerazione, ma costruisce una progressione di necessità che colloca la parola poetica accanto ai beni fondamentali dell’esistenza. La poesia appare così come condizione dell’abitare pieno del reale, non come suo ornamento secondario.
Concentrazione espressiva
Sul piano stilistico, il testo si distingue per la sua estrema concentrazione espressiva: versi brevi, pause significative, un parlare sottovoce conferiscono al componimento una densità discreta ma intensa. La semplicità formale non impoverisce il discorso; al contrario, ne concentra la forza espressiva. Ciò che emerge è una poesia che non alza il tono, ma scava in profondità, facendo della propria fragilità apparente e della quotidianità del vivere il luogo di una verità umana essenziale e commovente.
Enza Spagnolo
Poeta e Critico Letterario
LA POESIA PREMIATA
SILENZI COLOR HENNÉ
Non riesco a scriverti una poesia
sull’henné nelle tue mani
che somiglia all’impronta di un cardellino
ai margini di un campo di grano…
Non riesco a scrivere semplicità sull’amore
nonostante io sappia
che tutto ciò di cui
un povero
come me
ha bisogno
è un morso di pane nudo,
un bicchiere di vita
e quella poesia!
Noureddine Lafrindi